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SELVAZZANO

Preistoria ed età romana
Le prime testimonianze della presenza dell'uomo nel territorio di Selvazzano risalgono alla tarda età del bronzo (XVII secolo a.C.) quando vi si stabilirono popolazioni paleovenete conosciuti col nome di Naliniani. Numerosi reperti archeologici, seppur non rilevanti sotto il profilo artistico, attestano questo antico popolamento dell'area.

In epoca romana iniziò una prima fase di trasformazione del territorio. Furono creati due importanti assi viari, la strada Montanara, che unisce Padova ai Colli Euganei e la strada Pelosa, che collega Padova e Vicenza, e furono realizzati "rialzi" stradali, sopraelevati rispetto al piano della campagna, rendendo così utilizzabili i collegamenti viari anche durante le frequenti piene del Bacchiglione.

I reperti archeologici di epoca romana comprendono: iscrizioni latine (I-II secolo d.C.), tubazioni di acquedotto in trachite, materiale fittile (ciotole, anfore, mattoni bollati, ecc.), resti di abitazioni di età imperiale.

Il toponimo stesso ha origine romana e il nome Selvazzano deriva probabilmente da Salvitius, un assegnatario di un fondo agricolo. Non è invece dimostrata l'origine del nome Selvazzano come selva di Giano, in riferimento ad un bosco sacro al dio Giano. A questa origine del toponimo si ispira tuttavia l'attuale stemma comunale.

Medioevo
Ai secoli successivi alla caduta dell'Impero romano d'Occidente risalgono quattro piroghe recuperate nell'alveo del Bacchiglione nel 1972, datate al VII-VIII secolo d.C.

Il periodo alto-medievale è povero di testimonianze mentre è accertato un notevole sviluppo demografico a partire dal secolo XI. È infatti nei primi secoli del II millennio che si formano i nuovi abitati di Selvazzano, Tencarola, Montecchia, Canton, Vegri della Barca e Caselle, che daranno vita ad altrettanti comuni rurali.

Nel territorio comunale sorse inoltre il monastero benedettino di Santa Maria di Quarta, del quale esiste ancora una porzione dell'abside della chiesa ormai scomparsa. In epoca medievale contribuiscono alla trasformazione del territorio tanto alcuni enti religiosi quanto i ricchi feudatari del luogo come i Maltraversi, i Capodilista, i Da Selvazzano e gli Scrovegni, che si contesero duramente il territorio comunale.

Dominazione veneziana
Con l'avvento della Repubblica di Venezia Selvazzano segue la riorganizzazione della gestione amministrativa del territorio della terraferma veneziana, che viene ripartito in podestarie e vicariati. In un primo tempo i comuni rurali esistenti vennero via via esautorati della propria autonomia e inclusi nella vicaria di Teolo, quindi si formarono vasti latifondi di proprietà di nobili famiglie veneziane come i Capodilista, i Contarini, i Pisani, i Renier e i Pesaro. A quest'epoca (XVI-XVII secolo) risale la costruzione di alcuni edifici di grande pregio architettonico: Ca' lungo la riva destra del Bacchiglione; la villa Capodilista sul colle di Montecchia, opera di Dario Varotari il Vecchio; Ca' Folco-Zambelli (fine del XVI secolo), lungo la riva sinistra del Bacchiglione a Tencarola.

Da Napoleone all'unità d'Italia
Con la caduta di Venezia il territorio comunale fu soggetto prima al dominio napoleonico e quindi ricompreso nel regno Lombardo-Veneto. È in quest'epoca che viene costituito il comune di Selvazzano. I limiti amministrativi del comune vengono fissati nel 1810 e riconfermati dal governo austriaco nel 1815. Con l'annessione del Veneto all'Italia, Selvazzano diviene parte del Regno d'Italia e vede nuovamente riconfermati i propri confini.

Tra Settecento e Ottocento soggiornarono a Selvazzano numerosi letterati, tra i quali Ippolito Pindemonte, Vittorio Alfieri, Madame de Staël e Ugo Foscolo, ospiti nella villa di Melchiorre Cesarotti.

Nella seconda metà del XIX secolo vennero realizzate numerose opere pubbliche tra cui la costruzione del ponte sul Bacchiglione a Selvazzano, il palazzo municipale, la bonifica di una vasta area paludosa, la ricostruzione e l'innalzamento degli argini dopo l'alluvione del 1882.

Il XX secolo
Con il nuovo secolo comincia anche la trasformazione di Selvazzano da borgo rurale a periferia della città. Segnano questa fase di sviluppo urbano la scomparsa dei mulini dal Bacchiglione, la costruzione della linea tranviaria Padova-Tencarola-Abano Terme-Torreglia e del tratto Tencarola-Villa di Teolo la costruzione delle scuole elementari nel capoluogo, a Tencarola e a Caselle, la costruzione della chiesa di Caselle.

Nel 1956 viene demolita la medievale chiesa di San Bartolomeo a Tencarola per fare posto all'attuale. Sempre nel secondo dopoguerra viene costruita la nuova chiesa parrocchiale di Selvazzano e sono costituite le nuove parrocchie di Feriole e di San Domenico

 

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