curiosità stroriche padovane  1°

SILVIO APPIANI

Silvio Appiani è stato un attaccante e goleador del Padova di inizio secolo.  Debutta con i padovani il 4 maggio 1913 nel Campionato Veneto di Promozione. In quella stagione 1913-1914 giocherà solamente due partite: contro i “cugini” del Petrarca, occasione nella quale i biancoscudati vengono sconfitti con  un sonoro 6 a 0 e in casa dell’Udinese dove arriva un’altra poco lusinghiera sconfitta per 5 a 0.

Nel 1914 il Padova vince il Campionato Veneto-Emiliano di Promozione e passa al campionato di Prima Categoria dell’Italia Settentrionale che si conclude con un quarto posto dietro Vicenza, Hellas Verona e Venezia. Trascinatore e cannoniere di quella squadra è proprio Silvio Appiani, che mette a segno ben 18 reti in 14 partite.

Il ragazzo nonostante la giovanissima età aveva la personalità del leader. Un esempio lampante è l’episodio accaduto nel match che vedeva impegnati i padovani al Sant’Elena di Venezia. Nel corso della tumultuosa partita l’arbitro Lanza assegna un dubbio calcio d’angolo al Venezia. Nell’occasione capitan Appiani ordina ai suoi di abbandonare il campo in segno di protesta.

Nella stagione 1913-1914 ha ricoperto anche il ruolo di allenatore assieme a Guido Festa e Mario Pedrina. Nel 1915 sempre con i biancoscudati  ha vinto  una Coppa Veneta.
Nel 1915 l’Italia entra in guerra. Nello stesso anno Silvio Appiani, che aveva conseguito la laurea in farmacia, si arruola volontario nell’esercito. Rifiutata l’offerta di aggregarsi al Corpo della Sanità Militare, chiede di combattere in fanteria, e  il 5 ottobre 1915 viene assegnato al 139º reggimento a  Bosco Lancia sul Carso dove morirà il 20 ottobre 1915 a soli 21 anni a causa di un bombardamento austriaco. Tramonta così il suo grande talento ma rimarrà negli anni come “simbolo di giovinezza e ardore” per il Calcio Padova.

Il Padova nel maggio 1920 ha creato una coppa in suo onore, la Coppa Appiani, che viene vinta proprio dai padovani.

Il comune di Padova nel 1921 inizia la costruzione di un nuovo stadio per la squadra di calcio della città. Proprio a lui viene dedicato lo stadio, che sarà destinato a diventare il cuore pulsante della passione e del tifo biancoscudato e che a tutt’oggi porta il suo nome.

Anche per questo il suo nome rimarrà inciso nella storia della società biancoscudata.


(Alessandro de Rossignoli)


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