curiosità stroriche padovane  1°

La STRA’ MAGGIORE
(ora via Dante)

La via reca il nome, dal 1900, del grande poeta Dante Alighieri che secondo la tradizione si sarebbe recato a Padova tra il 1304 e il 1306.

In origine la strada era detta Strà Maggiore in quanto rappresentava l’arteria principale della città, il Cardo Maximus. (Nel 1500 si distingueva anche una Strà Minore che iniziava all’angolo di Piazza dei Signori per terminare al Monte di Pietà). 

Partendo dalla Porta di Ponte Molino troviamo: Palazzo Forzadura o Diena (al n°97) Dalle poche notizie si rileva che un Agostino Forzadura fu “Gran Priore di Lombardia” e le esequie furono fatte nel 1663 ai Carmini e la notifica fu fatta agli ill.mi Sig.ri Deputati e consiglio di Padova All’interno opere do G. Battista Langetti XVII° secolo Palazzo Cittadella- Vigodarzere (al n° 90) Quattro-cinquecentesco il palazzo Cittadella-Vigodarzere è appartenuto ad una delle famiglie più potenti della città. Monastero delle Terese (al n°77) Sorgeva contiguo alla demolita chiesa di S. Giuseppe, dove in una scuola si radunava la fraglia dei Marangoni S. Agnese (al n° 63)

Quasi a metà del primo tratto di strada s’incontra, sulla destra la Chiesa di Sant’Agnese con la Via omonima. Questa chiesuola un tempo protagonista della vita sociale attivissima di questa contrada, giace pietosamente sferzata dall’incuria pur mantenendo l’antica eleganza compositiva. La Chiesa fu eretta in età anteriore al 1202 ed in origine aveva sul fianco un portichetto con funzione cimiteriale oltre ad essere molto più bassa rispetto all’attuale. Nel XVIII secolo la chiesetta ospitò la Pia Unione dei Servitori di Padova che sopperiva ai bisogni dei domestici inabili ed ammalati. L’altare era sovrastato dal dipinto della Sacra Famiglia con le Sante Francesca Romana ed Eurosia (G. B. Tiepolo)

Un piccolo cimitero stava a lato della chiesa, accoglieva i morti della fraglia dei “marangoni” cioè i falegnami della vicina Scola di San Giuseppe, era coperto da un portico che si sviluppava lungo vicolo di Sant’Agnese
La facciata è ornata da un portale in pietra di Nanto dei primi del XVI secolo, ma di gusto ancora quattrocentesco, ornato da motivi floreali con sfingi nei capitelli e con busti dei due Santi Ambrogio e Agostino, panegiristi di S. Agnese. Il portale fu realizzato da Zuan Maria Mosca detto Zuan Padovan. Sopra il portale, in una piccola nicchia, si trova una statua del ‘700 di S. Agnese che sostituisce quella originaria del Mosca.

Dell’antica chiesa a una sola navata rimane il campanile romanico a canna quadrata con cella munita di monofore e terminante con una cornice a mensole in cotto. Le campane sono del XV secolo.
Nel 1927 la chiesa fu sconsacrata e spogliata di tutte le sue opere d’arte trasferite in parte nella chiesa di San Nicolò. All’interno, ai lati della porta d’ingresso, vi sono due lapidi gotiche con uno stemma con tre teste d’aquila e un’iscrizione.

Palazzo da Rio già Dotto de’ Dauli (al n° 48) La torre rimasta intatta dal mediovo (la probabile datazione al 1100 la rende la più antica torre della città) ed il palazzo Da Rio (del 1793), già Dotto de Dauli Palazzo dei Monti Vecchi (al n° 27b)

Ospitò nel seicento il Monte di Pietà, ora della Banca MPS (ex Antonveneta). Al piano interrato della Banca Antonveneta è accessibile un'area archeologica dove è possibile vedere un tratto di strada romana di I sec. a.C. con tratti di costruzioni adiacenti coeve, un tratto di pavimentazione del III-IV sec. d.C.
Case di Monturso de' Montursi (al n°11) conosciuta anche come casa Riello Nella Casa Monturso de' Montursi, nel corso di un recente restauro, sono emersi importanti resti della costruzione originaria, fra cui merlature del sottotetto, affreschi e stemmi carraresi a testimoniare come il Montursi fosse vicino alla famiglia dei Carraresi (sulla facciata è visibile un'iscrizione), a tal punto che si ipotizza che questa casa fosse interna alla Reggia Carrarese Palazzo  Nani  Mocenigo  (al n°5) (già Zigno) terminato dall'architetto Bernerdino Maccarucci nel 1785 Sorse sull'area in cui nel 1778 bruciò lo Stallone, dapprima locale capace di ospitare un gran numero di cavalli, poi usato come teatro In epoca Carrarese qui si trovavano le scuderie della Reggia

(Guido Caburlotto)

 

       
          

 

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